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    ESTATE: TEMPO DI RINFRESCANTI COCKTAIL

    Quali sono i cocktail più conosciuti ed apprezzati, come sono nati e trucchi per prepararli

    Con il caldo estivo è assai gradevole sorseggiare qualche cocktail rinfrescante, magari stando tranquillamente seduti in spiaggia a goderci un tramonto. Ho pensato di ricordare quali possano essere quelli più conosciuti ed apprezzati. Iniziamo parlando di qualcosa di “storico” come il Negroni (1/3 di gin, 1/3 di bitter e 1/3 di vermut rosso), uno dei cocktail italiani più famosi al mondo: ha un gusto inconfondibile e si serve in un “tumbler” basso, con molto ghiaccio, con aggiunta dell’immancabile fetta d’arancia. Pare che sia stato inventato intorno al 1920 dal Conte Camillo Negroni, con il barman Fosco Scarselli del Caffè Casoni di Firenze. Uno tra gli attuali cocktails italiani più bevuti, è sicuramente lo Spritz: basti pensare che nel 2011, l’Aperol Spritz è stato inserito fra quelli ufficiali dell’IBA (Associazione Internazionale dei Bartender), anche se, ad onor del vero, la sua origine risale intorno al 1800, quando nel Regno Lombardo Veneto, le truppe dell’impero austriaco allungavano i vini locali, forse troppo “forti”, con una spruzzata di acqua frizzante (il suo nome, infatti, deriva dal tedesco “spritzen”). La ricetta ormai codificata prevede che lo spritz venga preparato con Aperol (talvolta sostituito col Campari), prosecco e soda. Uno dei cocktail più famosi ed apprezzati è sicuramente il Mojito,​ di origine cubana, reso celebre dallo scrittore Hemingway: è un drink perfetto per un aperitivo o un dopocena. Gli ingredienti sono Rum bianco, zucchero di canna, succo di lime, soda, foglie di menta, ghiaccio: questo mix lo rende perfetto per freschezza, profumi, aromi, intensità del gusto, in un giusto equilibrio di dolcezza e acidità. E’ un cocktail questo che si presta anche per la preparazione di deliziosi e gustosi dolci. Sempre di origine caraibica è il Daiquiri, un cocktail da aperitivo a base di Rum bianco, succo di lime e sciroppo di zucchero, servito, poi, in una coppetta. Le sue origini vengono fatte risalire a fine ottocento, nel periodo della guerra tra Stai Uniti e Spagna, quando un marine sbarcò in un piccolo villaggio (Daiquiri) nei pressi di Santiago di Cuba e non volendo bere del Rum liscio, lo fece allungare con gli altri ingredienti divenuti ormai noti. In America Latina è assai diffuso il Margarita, un cocktail composto da Tequilaliquore all’arancia e succo di lime; spesso viene servito con sale sul bordo del bicchiere: è il più comune cocktail messicano a base di tequila e in genere viene servito come aperitivo (pre-dinner). Si dice che fu inventato a cavallo tra gli anni ’30 e ’40. L’Old Fashioned (“old fashioned whiskey cocktail”) è un cocktail da aperitivo a base di Bourbon in cui vengono dissolti zucchero, Angostura bitter ed essenza di scorza d’arancia. Pure questo ha il riconoscimento IBA ed è uno tra i più famosi al mondo e uno dei più antichi degli Stati Uniti. ll Martini, cocktail italiano molro apprezzato, conosciuto anche come Dry Martini, è un drink a base di gin e Vermouth dry. Ha un gusto asciutto e forte ed è molto alcolico per la sua categoria (oltre 29°), è ottimo come aperitivo e si possono operare diverse varianti, modificando le percentuali di Gin. Concludiamo questa veloce carrellata, con due cocktails brasiliani: la Caipirinha, a base di Cachaçalime, acqua, zucchero di canna raffinato e ghiaccio. In Brasile è servita nella maggior parte dei ristoranti e bar ed è considerata una bevanda caratteristica del Paese. Il suo nome deriva dal diminutivo della parola brasiliana “caipira”, che viene usata per designare gli abitanti delle zone rurali e remote dello stato. La Caipiroska (rivisitazione della Caipirinha, è un cocktail cosiddetto “pestato”: si basa infatti sulla pestatura di lime e zucchero, a cui vengono aggiunti ghiaccio e Vodka.

     A cura del food & wine blogger Riccardo Franchini

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